Riforma universitaria e dottori Aprile 30, 2008
Posted by larapriolo in Giovani del PDL, Riflessioni.Tags: Università
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Che nella nostra Italia di lavoro non ce ne sia è un dato di fatto e non fa affatto male ricordarlo. Che nella nostra Italia il numero dei laureati è in crescita esponenziale è anch’esso un dato di fatto. Per garantire un certo equilibrio tra laureati e lavoro o diminuisce il primo o aumenta il secondo. Ma siccome siamo in Italia, e non nel paese dei balocchi, sarebbe molto più semplice e proficuo tentare quanto meno di non sfornare dottori, dottorini, lauree triennali. Dopo i tre anni aggiungiamo anche un altro +2, magari un master, altrimenti non trovi lavoro; poi perchè no, dopo tutte queste aggiunte, fatti un altro anno in qualche altro posto e così via…
Il risultato finale è un insieme di addizioni che dovrebbero far lievitare la preparazione di un povero studente che con queste “aggiunte” dovrebbe avere molte più probabilità di trovare un posto di lavoro. La storia la conosciamo tutti, è storia di tutti i giorni. Quant’era bello il vecchio corso di studi, un bel quadriennio pieno per i futuri avvocati, un bel quinquennio pieno per altri futuri dottorini, non so se alla fine troveranno lavoro comunque, ma almeno dopo un corso di studi a ciclo unico quanto meno il titolo di “dottore” è meritato. Mi duole proprio il cuore chiamare “dottore” chi è uscito dall’università dopo neppure 3 anni, e credo spiacerà ancor più a lui dirsi “dottore” senza un posto di lavoro.
Abbiamo discusso della riforma universitaria già qualche tempo fa, per saperne di più vai qui.
Ritorniamo alla laurea quinquennale Marzo 11, 2008
Posted by Alfredo in Riflessioni.Tags: Insegnamento, Laurea, Università
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Le lauree triennali, per molti versi, hanno disatteso il loro scopo. La voglia di uniformarci a tutti i costi con il resto del mondo non è stata affiancata da una puntale e obiettiva riforma degli studi universitari. Ci sono facoltà dove il numero di esami da sostenere è a dir poco proibitivo e dove sono stati mantenuti quasi invariati i vecchi programmi d’insegnamento. Ciò accade prevalentemente nelle facoltà scientifiche in quanto le discipline non possono essere ragionevolmente tagliate.
Si pensi alle facoltà di Scienze Matematiche e di Ingegneria. Le lauree brevi sono a tutti gli effetti analoghe a quelle quinquennali. Nelle specialistiche si hanno solo delle rivisitazioni dei programmi già svolti e in pratica nulla più.



