Posts Tagged ‘Futuro’
Scontri tra no-global, centri sociali e polizia. Dietro l’antagonismo uno spaventoso vuoto di idee, di principi e di valori
Premessa: non ho nulla contro chi protesta e manifesta pacificamente le proprie idee e in modo tale da non creare troppi disagi alla cittadinanza.
Non ho nulla contro le manifestazioni , sono un segno di democrazia, ma quello che non mi va sono gli scontri e le devastazioni che puntualmente accompagnano queste manifestazioni. Non è possibile che tutte le volte questa gentaglia, che altro non è, approfitti di queste situazioni per fare tutto il casino possibile. E’ sotto gli occhi di tutti, il G8 è iniziato da soli 2 giorni e il bilancio sembra un bollettino di guerra: scontri , lanci di pietre contro polizia e fotografi , decine di fermi , arresti , feriti da entrambi le parti.
Ma alla fine ci si chiede: ma per cosa protestano?
Penso , che dietro l’etichetta dell’«idealità» appiccicata sopra la battaglia dei movimenti antagonisti contro la globalizzazione si nasconde soltanto uno spaventoso vuoto di idee, di principi e di valori. Si tratta di una pura espressione del nichilismo che sembra per molti versi dominare il nostro tempo. E a quanto pare infine l’unico esito possibile di questa rivolta è quello della violenza: distruggere per distruggere, senza altra motivazione oltre alla volontà perversa di fare a pezzi il reale in quanto tale. La mentalità antagonista tende a colmare il vuoto psichico sociale e politico causato dal crollo dei sistemi ideologici.
A questo punto c’è da credere che queste persone vanno deliberatamente per combinare disastri perchè non si spiegherebbero altrimenti i caschi, i passamontagna, le spranghe ecc ecc .
Se uno gli chiede perchè protestano tirano fuori una lista di frasi fatte che venivano usate negli anni settanta. Parlano di libertà e impediscono alle persone di studiare (vedi l’Onda a Roma), disfano automobili e negozi di persone che si fanno il culo dalla mattina alla sera per portare a casa lo stipendio, si ribellano se la polizia non li lascia disfare in libertà le cose altrui e pubbliche.
D’altro canto perchè io, operaio, che guadagno 900 euro, devo trovarmi la macchina distrutta da dieci figli di papà che giocano ai ribelli? Perchè io, negoziante, devo vedere il mio negozio devastato da dei deficenti?
Perchè io, studente universitario, non posso seguire la lezione liberamente per colpa di quattro fancazzisti che si nascondono dietro una non meglio precisata ideologia?
Il PDL sarà di Fini?
A quanto pare il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, vuol mettere l’accento su alcune questioni spinose della politica italiana, come la riforma della giustizia o le questioni sociali ed etiche che assorbono il nostro amato Paese. Da un lato staziona il Cavaliere, pronto a tutto pur di attirare l’attenzione dei mezzi di informazione, e dall’altro si erge con calma l’ormai roccioso Fini. Due caratteri e due mondi differenti, non c’è che dire.
Oggi il Presidente della Camera dei deputati ha tenuto una lezione d’apertura del master su “parlamenti nazionali e istituzioni europee”, ascoltato da un ristretto ma qualificato pubblico di docenti. Ciò fa capire il tenore delle apparizioni pubbliche del pretendente alla poltrona massima del partito che ancora non vuole realmente nascere. Il perché poi è tutto da imputare ai mal di pancia di AN, la quale stenta ad uscire dall’angolo a cui l’ha portata Forza Italia con il suo incalzante gioco di gambe.
Ciò che davvero ci deve preoccupare è la possibile reazione di un pugile che ha ancora molte campane da sentire. Più volte sono arrivati segnali dai colonnelli e dallo stesso Fini per far virare il governo su posizioni di logica e ragionevolezza e portare alla serietà il presidente Berlusconi, che con frizzi, predellini e sgambettate non finisce mai di stupire.
Il nostro pronostico rimane quello di vedere un intransigente Fini alla testa della nuova formazione politica ed è da tempo che lui si prepara a questo compito che ormai gli spetta di diritto.
Semplifichiamo con Ubuntu
I ministri dell’innovazione e della semplificazione, rispettivamente Scajola e Calderoli, dovrebbero prendere in considerazione l’opportunità di automatizzare la macchina della pubblica amministrazione abbattendo i costi fin dalla base effettuando un cambio di rotta epocale. Per far ciò noi consigliamo ai ministri di battersi per l’introduzione del software libero e completamente gratuito ad iniziare dal sistema operativo. Il più usato ad oggi è certamente Microsoft Windows, in pratica lo vendono unitamente alla macchina ormai.
Si potrebbe invece optare per Ubuntu: un sistema operativo libero che contiene al suo interno un suite per l’ufficio anch’essa completamente gratuita (OpenOffice). Ubuntu consentirebbe inoltre un aggiornamento costante e gratuito di ogni software in esso incluso e l’utilizzo di macchine considerate sorpassate e da cambiare. Se il nuovo Vista è un sistema pesante e costoso che richiede una spesa aggiuntiva per la suite Microsoft Office, Ubuntu è leggero, facile da installare e utilizzare e arriva a casa gratuitamente senza nemmeno le spese di spedizione!
Ecco un video tratto da Neapolis e segnalato da K-Hole:
Noi giovani siamo fottuti?
Scrive Davide Giacalone sul suo blog:
«[...] Ma del futuro nessuno si cura, neanche i vostri padri e men che meno i vostri nonni, i quali, forse, s’angustiano per il vostro personale avvenire, per vedervi sistemati e con un reddito, ma al futuro collettivo non ci credono. Se ne fregano. I giovani vogliono essere loro. Basta guardare cosa si sono messi ai piedi ed addosso, o le vostre madri, con ombelichi e mutande a vista.
Solo i cretini possono non sapere che in un Paese che distrugge l’istruzione si preparano, per i giovani, solo ruoli subordinati. Che se si accumula debito ci si sta mangiando la ricchezza dei posteri. Che se si proteggono le corporazioni si penalizza il merito. Che se si spacca il mondo del lavoro e si proteggono i vecchi la si sta mettendo in quel posto ai giovani. Infatti lo sappiamo tutti, o quasi. Ma l’andazzo produce ancora sollazzo, e nessuno s’agita per il cambiamento. Gli immigrati, del resto, possiamo ancora trattarli con spocchia, dar loro i lavori più umili e lamentarci anche del fatto che rompono le scatole, il che ci rende difficile capire che il mercato dell’eccellenza è globale, ed i nostri ragazzi stanno in coda (o si travestono da stranieri). Ci consoliamo con il familismo, e se l’economia assistita e protetta concede generosi trasferimenti sarà poi la famiglia a provvedere. Quando nonno e babbo creperanno, però, lasceranno dei bei debiti. [...]»
Concordo pienamente sul fatto che il nostro Paese sia costruito principalmente sulla non istruzione. Ci si accorge sempre più di frequente che il nostro sistema scolastico è un mercato dei pezzi di carta, dove si insegnano solo nozioni e si annulla la critica. Non potrò mai dimenticare le parole della mia insegnante di italiano del liceo che ammoniva mio padre, insegnante anch’egli, sulla brutta piega che la scuola italiana aveva preso. La maturità nei fatti non esisteva più già allora. Tutti erano valutati non sulla base della logica e del criticismo, ma sulle nozioni.
I vecchi vogliono vedere una gioventù fatta di debosciati imbelli che non si spaccano più la schiena per far qualcosa nella vita, ma che ricercano sempre il guadagno facile, la furbata; se non ce la fanno fuggono e cercano l’isolamento totale dal mondo stordendosi con droghe e alcool. Ecco la nostra Italia targata 2008.
Vogliamo indietro il nostro futuro! Ridatecelo subito o vi cancelleremo dai libri di storia.
Sondaggio: i giovani preferiscono il PDL
Oggi è apparso un articolo su Repubblica contenente un sondaggio commissionato dal quotidiano all’istituto Demos&Pi. Alla vigilia delle elezioni, i giovani dai 18 ai 29 anni, preferiscono l’alleanza guidata dal Pdl di quasi 5 punti percentuali rispetto a quella del PD.
Raramente, nel corso delle campagne elettorali, abbiamo sentito parlare, tanto spesso, di “giovani”. E di giovinezza, gioventù. Raramente, in precedenza, i “giovani” sono stati esibiti, in modo altrettanto vistoso.
Come vessilli, feticci, bandiere. Testimonial della volontà dei partiti di cambiare. Se stessi. E, più in generale, la società. Incapace di rinnovarsi. Monca del futuro. [...][...] Negli ultimi anni, soprattutto dopo le elezioni del 2006, la società italiana è stata scossa da un vero “collasso del futuro”, che ha visto i giovani protagonisti – involontari e controvoglia. Oggi, infatti, quasi due italiani su tre ritengono che i giovani, nel prossimo futuro, avranno una posizione sociale ed economica “peggiore” rispetto ai loro genitori. Quindici punti più di due anni fa. Parallelamente, si è diffusa la (ragionevole) convinzione che la società impedisca ai giovani di occupare uno spazio adeguato alle loro aspettative e alle loro capacità. D’altronde, 7 italiani (e altrettanti giovani) su 10 non ritengono necessario conseguire una laurea per accedere a un’attività professionale remunerativa. La maggioranza delle persone (60%), invece, pensa che per trovare lavoro e fare carriera occorra ricorrere a raccomandazioni. Fra i più giovani questa convinzione è ancor più condivisa (66%). Il senso del declino, che ha investito gli italiani, dunque, opprime i più giovani in modo particolare. Perché hanno il futuro davanti. Ma a loro appare un muro, difficile da valicare. Ciò li ha resi diffidenti verso i partiti. Soprattutto verso il governo di centrosinistra che li ha definiti “bamboccioni”. [...]
Il periodo storico in cui viviamo noi giovani è stata definita l’età dell’incertezza.





