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Il PDL sarà di Fini?
A quanto pare il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, vuol mettere l’accento su alcune questioni spinose della politica italiana, come la riforma della giustizia o le questioni sociali ed etiche che assorbono il nostro amato Paese. Da un lato staziona il Cavaliere, pronto a tutto pur di attirare l’attenzione dei mezzi di informazione, e dall’altro si erge con calma l’ormai roccioso Fini. Due caratteri e due mondi differenti, non c’è che dire.
Oggi il Presidente della Camera dei deputati ha tenuto una lezione d’apertura del master su “parlamenti nazionali e istituzioni europee”, ascoltato da un ristretto ma qualificato pubblico di docenti. Ciò fa capire il tenore delle apparizioni pubbliche del pretendente alla poltrona massima del partito che ancora non vuole realmente nascere. Il perché poi è tutto da imputare ai mal di pancia di AN, la quale stenta ad uscire dall’angolo a cui l’ha portata Forza Italia con il suo incalzante gioco di gambe.
Ciò che davvero ci deve preoccupare è la possibile reazione di un pugile che ha ancora molte campane da sentire. Più volte sono arrivati segnali dai colonnelli e dallo stesso Fini per far virare il governo su posizioni di logica e ragionevolezza e portare alla serietà il presidente Berlusconi, che con frizzi, predellini e sgambettate non finisce mai di stupire.
Il nostro pronostico rimane quello di vedere un intransigente Fini alla testa della nuova formazione politica ed è da tempo che lui si prepara a questo compito che ormai gli spetta di diritto.
Raffaele Stancanelli è il nuovo sindaco di Catania
Salutiamo con immenso favore Raffaele Stancanelli come nuovo sindaco di Catania. Gli facciamo i migliori auguri e speriamo con tutto il cuore che riesca con il suo costante lavoro a risollevare le sorti di una città che fino a poco tempo fa era definite come “la Milano del Sud”.
Dalla seconda alla terza Repubblica
Ancora qualche parola (dopo quanto già espresso qui) e alcune analisi devono essere spese per far luce sulle cause che hanno portato a questo voto di svolta. Tutto quello che stiamo vivendo oggi non è altro che la conseguenza di fatti che sono accaduti ormai molto tempo fa e che noi giovani non abbiamo vissuto se non come ricordi d’infanzia. Di certo allora la politica per noi era qualcosa di molto lontano e poco comprensibile; tutto ci appariva confuso e nebbioso e non sapevamo di certo distinguere la destra dalla sinistra.
Il voto di svolta che oggi ci traghetta nella Terza Repubblica non nasce da una volontà politica ma da una volontà popolare; esso ha consentito il cambiamento della politica dal multipartitismo al bipolarismo, tutto ciò per merito anche del dileggiato “porcellum“, che in sostanza è un sistema elettorale proporzionale con correttivo maggioritario attraverso uno o più sbarramenti ed il premio di maggioranza. Come accadde nel ‘92 con Tonino Di Pietro e Tangentopoli (leggi la cronologia) oggi si assiste ad una istigazione delle masse contro la politica e i suoi rappresentanti tramite giornalisti come Stella e Rizzo, giudici come De Magistris e comici come Grillo. Tutti questi attori hanno segnato una svolta che aveva posto le sue radici nei fatti avvenuti per mezzo delle “mani pulite“. Allora si sciolse la Democrazia Cristiana e morì nei fatti il Partito Socialista di Bettino Craxi e Gianni De Michelis (col lancio delle monetine addosso al segretario del PSI). Leggi il seguito di questo post »
Il PDL è il partito preferito dai giovani
L’osservatorio Swg ha pubblicato un sondaggio svolto fra il 25 ottobre 2007 e il 6 febbraio 2008 su un campione di 15.870 intervistati. Il sondaggio è rappresentativo dell’universo di riferimento e campionamento stratificato per quote di genere, età, zona di residenza e collocazione politica. Da questo studio emergerebbe che i giovani confermano il PDL come partito di maggioranza assoluta con il 45,5% delle preferenze di voto. Addirittura il PD, con il suo 19%, starebbe poco più su di Alleanza Nazionale.
AN avrà il 30% dei candidati del PDL
Berlusconi conferma l’accordo con Alleanza Nazionale per la quota dei candidati provenienti da Alleanza Nazionale da presentare il 13 e 14 aprile nelle liste del PDL. I parametri di calcolo per effettuare le proporzioni dovute e quindi scegliere i rapporti di forza sono stati derivati dai dati delle ultime tornate elettorali.
Vi trovate d’accordo con questa scelta?




