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	<title>Commenti a: Ribelliamoci alla violenza giovanile</title>
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	<description>Un blog dei giovani del Popolo della Libertà</description>
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		<title>Di: Daniela</title>
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		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2008 17:17:21 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d&#039;accordo con voi, ragazzi. I bulli e i violenti vanno emarginati, isolati, boicottati, segnati a dito e non commiserati. Vanno estirpati dal branco in cui si nascondono per metterli di fronte alla legge e alle loro responsabilità. Anzichè perdonare e addirittura assolvere i colpevoli bisogna in primo luogo e senza mezzi termini condannarli e punirli, per pietà e rispetto anzitutto verso le vittime e le loro famiglie e poi verso la società sana, che ha il sacrosanto diritto di essere riconosciuta come tale, e perciò tutelata e difesa. Si ha ormai sempre troppa fretta di girare pagina, di dimenticare fatti orrendi e esecrabili, di pretendere il perdono prima ancora che la giustizia abbia comminato severamente la pena, di giustificare atti disumani sulla base di inaccettabili attenuanti, di tollerare che mostri e balordi inquinino le nostre strade e le nostre vite. Non basta soffrire per le povere vittime ed esprimere solidarietà, bisogna avere la forza di indignarsi pubblicamente e collettivamente per gesti inconcepibili in una società civile, che devono far riflettere ma anche agire. Educare significa anche correggere, proibire, rispettare ed esigere rispetto. Significa rifiutare l&#039;omertà, l&#039;indifferenza, la paura. Le Istituzioni, espressione democratica dei cittadini, devono avere il coraggio e la determinazione di condannare i gesti efferati; possono interrogarsi sul perchè di tanta violenza nella società e tra i giovani, sulla degenerazione dei costumi, sull&#039;aberrante fascino suicida-omicida di droga, alcool e altre perversioni. Ma devono innanzitutto opporsi alla violenza, condannare e non sottarsi al dovere di punire o comunque di correggere in modo esemplare, per il bene degli inermi e dei pacifici. Perchè mai le famiglie che condividono i valori civili di uno Stato devono temere per la sorte dei propri figli che a questi valori sono stati educati? Perchè il bullo, il prepotente deve infierire impunemente sul debole? Perchè c&#039;è più libertà di delinquere che di essere onesti? Esigiamo risposte, fatti, rassicurazioni. Non subiamo la violenza, ribelliamoci ai soprusi. 
I cittadini si sentano Stato e lo Stato si senta cittadino. 
Daniela</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo con voi, ragazzi. I bulli e i violenti vanno emarginati, isolati, boicottati, segnati a dito e non commiserati. Vanno estirpati dal branco in cui si nascondono per metterli di fronte alla legge e alle loro responsabilità. Anzichè perdonare e addirittura assolvere i colpevoli bisogna in primo luogo e senza mezzi termini condannarli e punirli, per pietà e rispetto anzitutto verso le vittime e le loro famiglie e poi verso la società sana, che ha il sacrosanto diritto di essere riconosciuta come tale, e perciò tutelata e difesa. Si ha ormai sempre troppa fretta di girare pagina, di dimenticare fatti orrendi e esecrabili, di pretendere il perdono prima ancora che la giustizia abbia comminato severamente la pena, di giustificare atti disumani sulla base di inaccettabili attenuanti, di tollerare che mostri e balordi inquinino le nostre strade e le nostre vite. Non basta soffrire per le povere vittime ed esprimere solidarietà, bisogna avere la forza di indignarsi pubblicamente e collettivamente per gesti inconcepibili in una società civile, che devono far riflettere ma anche agire. Educare significa anche correggere, proibire, rispettare ed esigere rispetto. Significa rifiutare l&#8217;omertà, l&#8217;indifferenza, la paura. Le Istituzioni, espressione democratica dei cittadini, devono avere il coraggio e la determinazione di condannare i gesti efferati; possono interrogarsi sul perchè di tanta violenza nella società e tra i giovani, sulla degenerazione dei costumi, sull&#8217;aberrante fascino suicida-omicida di droga, alcool e altre perversioni. Ma devono innanzitutto opporsi alla violenza, condannare e non sottarsi al dovere di punire o comunque di correggere in modo esemplare, per il bene degli inermi e dei pacifici. Perchè mai le famiglie che condividono i valori civili di uno Stato devono temere per la sorte dei propri figli che a questi valori sono stati educati? Perchè il bullo, il prepotente deve infierire impunemente sul debole? Perchè c&#8217;è più libertà di delinquere che di essere onesti? Esigiamo risposte, fatti, rassicurazioni. Non subiamo la violenza, ribelliamoci ai soprusi.<br />
I cittadini si sentano Stato e lo Stato si senta cittadino.<br />
Daniela</p>
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