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Sempre più morti sulle nostre strade Aprile 28, 2008

Posted by palmax7 in Giovani del PDL, Riflessioni, Società.
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Vivo, per esigenze di vita sociale e lavorativa più di otto ore quotidiane seduto su un veicolo che si chiama automobile. Non so quanti morti e quanti feriti ho visto per le strade.

Non conosco i numeri, ma spesso i media parlano di bollettino di guerra.

Analizziamo il problema? Troviamo soluzioni credibili da presentare al governo?

Test dell\'alcol

Penso che sia segno di intelligenza, avere la capacità di capire ogni singolo istante della propria vita in modo da percepire l’emozione vissuta e poterla portare con se sempre nei propri ricordi, sia essa una memorabile vincita a carte con amici, una corsa in moto in pista, una battuta di pesca incredibile, magari una notte di sesso sfrenato con più donne…o più uomini. Perché ciò possa accadere è necessario essere sempre presenti a se stessi, ossia svegli, attivi, partecipi e di certo non drogati o ubriachi.

Io credo che sia necessario prima di tutto rapportarci ai dati europei per capire il livello di soddisfazione personale dei cittadini, capire quali siano le aspettative di prima occupazione per gli studenti, il livello di gradimento per lo stile di vita che il proprio lavoro possa permettere e il rapporto tra drogati o alcolizzati e studenti, lavoratori, conducenti di automezzi.

Sicuramente è necessario stimolare le forze dell’ordine a fare di più, magari dando ai verbalizzanti una percentuale del valore del verbale, si otterrebbe un incremento stipendiale su base meritocratica.

Bisognerebbe aumentare anche la prevenzione, non solo la repressione….

La parola a voi

Commenti»

1. Alfredo - Aprile 28, 2008

Saluto con piacere il tuo primo articolo su queste pagine. :D

Credo fermamente che le leggi che sono in vigore siano buone e vadano applicate alla lettera affinché si scoraggi la guida sotto stato d’ebbrezza o sotto l’influenza di sostanze stupefacenti.

I ragazzi devono imparare a rispettare le regole per la loro sicurezza e per quella degli altri.

2. palmax7 - Aprile 29, 2008

Io sinceramente prevederei l’arresto per chi guida in stato di alterazione psicofisica, 10 giorni di galera non fanno male

3. palmax7 - Aprile 30, 2008

28 Aprile 2008

Sicurezza stradale

di Sabrina Turco

Incidente stradale
Un ragazzo morto ogni 90 secondi per un totale di oltre mille giovani, con meno di 25 anni, che ogni giorno restano vittime di incidenti stradali, in tutto il mondo.

Il numero dei ragazzi che perde la vita sulle strade è di cinquanta volte superiore a quello dei morti per overdose. Dall’inizio del 2008 ci sono gia’ stati 82 episodi di pirateria stradale con 29 morti pari, ad un aumento del 52 per cento rispetto ai 19 morti del 2007 . Due al giorno, le vittime sulla strada dei sessanta che vengono investiti in media nell’arco di 24 ore. La maggior parte degli incidenti gravi avviene in città. Prima fra tutte le cause resta l’alta velocità; il mancato rispetto della precedenza; della distanza di sicurezza; oltre che all’assunzione di alcol e sostanze stupefacenti….

4. palmax7 - Maggio 4, 2008

Riporto interamente quanto letto in un sito di cui riporto l’indirizzo: http://bicicletta.bonavoglia.eu/autostrage.htm
L’autore è Paolo Bonavoglia

Ne uccide più l’automobile che la guerra.

Nel drammatico bilancio di sangue del regime motoristico non è trascurabile il numero di pedoni e ciclisti innocenti uccisi da auto e moto; ciclisti, pedoni, bambini sono stati di fatto espulsi dalle strade da un vero e proprio regime del terrore.
Non si tratta di un’esagerazione con fini polemici, ma piuttosto una verità documentata dalle cifre, per lo meno nei paesi industrializzati.
L’O.M.S. stima in 1200000 (un milione duecentomila) morti l’anno il bilancio dei morti per incidenti stradali ogni anno nel mondo. Nell’ultimo secolo il totale dei morti da auto/moto dovrebbe essere dell’ordine dei 50 milioni di morti. Un bilancio da guerra mondiale. Però la guerra mondiale è considerata da [quasi] tutti come una terribile sciagura, l’automobile da [quasi] tutti come un grande segno di progresso.

Se andiamo nei dettagli scopriamo che nei soli USA ogni anno muoiono uccise dalle automobili cinquantamila persone, l’equivalente del numero di caduti americani in otto anni di guerra nel Vietnam. Nella guerra in Iraq gli americani hanno perduto circa 150 uomini nella prima fase (un mese e mezzo); nello stesso periodo sul territorio USA circa 12000 persone sono state uccise da auto e moto; dal 1 maggio 2003 si continua giorno per giorno il conteggio dei morti del dopoguerra, circa uno-due al giorno mentre negli USA muoiono uccisi da auto e moto un centinaio di persone al giorno, nella più assoluta indifferenza; e bastano quattro anni per uguagliare il numero di morti della II guerra mondiale (duecentomila). Nella storia americana il numero di morti da automobile è già oggi di gran lunga superiore a quello totale dei caduti di tutte le guerre combattute dagli USA dal 1776 a oggi.

In Europa lo squilibrio tra guerra e automobile è ancora lontano da questi livelli, un po’ perchè in Europa ci sono state più guerre e più sanguinose che negli USA, un po’ perché la motorizzazione di massa è arrivata un po’ più in ritardo. Ma se si limita il conto agli ultimi cinquant’anni il risultato è lo stesso che per gli USA.

In Italia auto e motoveicoli uccidono circa 9000 persone all’anno (i morti sul colpo sono circa 3500 l’anno, quelli sul colpo o nella settimana successiva al sinistro sono circa 7000, quelli anche dopo la settimana appunto circa 9000). Come a dire che in cinquant’anni di dopoguerra dovremmo ormai essere vicini al mezzo milione di morti. (nella II guerra mondiale i morti furono circa 200000, nella Grande Guerra circa 600000).

Di fronte a questa carneficina l’atteggiamento dominante è quello dello struzzo; si fa finta di niente, si dimentica la cosa, salvo poi riscoprirla quasi si trattasse di una novità, quando si leggono i totali dei morti sulle strade nel week-end.

È paradossale che i mass-media scatenino periodiche e isteriche campagne contro la criminalità, i pedofili, le scarcerazioni facili ecc.ecc.,quando il numero di morti per queste cause è quasi irrisorio se paragonato a quello dovuto ad automobili e motori. E nessun mass-media si azzarda mai, non dico a fare una campagna, ma anche solo a profferire un solo monosillabo contro l’egemonia di auto e moto, anzi …. Siamo di fronte a una delle più incredibili situazioni di paranoia collettiva (e di mistificazione) nella storia dell’uomo.

Ancora più paradossale l’atteggiamento di chi usa questa carneficina come pretesto per aumentare la dose; così capita che i fautori dell’asfalto ad oltranza promettano che costruendo nuove autostrade, tangenziali, passanti … si ridurrà il numero di incidenti. Questo tipo di discorsi li ho letti a proposito del famigerato passante (o tunnel) autostradale che si vuol costruire a Mestre. Insomma per combattere un flagello causato dalle automobili si propone di incoraggiare e premiare ancora di più l’uso delle automobili!

Che si tratti di una menzogna spudorata lo dimostrano due semplici considerazioni:

il numero di morti sulle strade non è in proporzione minore negli USA, dove ci sono molte più strade e autostrade per abitante che in Italia e in Europa, se non altro a causa delle molto minore densità di popolazione. Anzi negli USA la proporzione dei morti è leggermente superiore che in Italia.
aumentare e allargare le strade incoraggia la velocità e la spericolatezza con le conseguenze facilmente prevedibili.

Dalle statistiche risulta che viaggiare in automobile è circa dieci volte più pericoloso che viaggiare in aereo e cento volte più che viaggiare in treno. Perchè questa sproporzione?

La risposta mi sembra abbastanza semplice: treni (ed aerei) sono guidati da professionisti, corrono su binario riservato con sistemi di controllo abbastanza sofisticati e collaudati, anche se ovviamente non infallibili; al limite un treno (e anche un aereo) potrebbe essere guidato automaticamente come un ascensore, e forse un giorno lo sarà. Viceversa le automobili sono guidate per lo più da dilettanti che spesso si lasciano prendere dalla smania della velocità e dall’esibizionismo, non corrono su un binario ed è quindi facile perderne il controllo, sono insomma simili a proiettili sparati ad alta velocità sulle strade.

La verità insomma è che la pericolosità è intrinseca nella natura stessa dell’automobile privata …