Oggi inizia la Terza Repubblica Aprile 16, 2008
Posted by Alfredo in Giovani del PDL, Politica, Popolo della Libertà, Riflessioni, Società.Tags: Comunismo, Fascismo, Terza Repubblica
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Il Popolo della Libertà e il PD hanno messo KO la sinistra e il comunismo italiano, seguito a ruota dal socialismo. L’Italia è cambiata grazie ad un voto imprevedibile alla vigilia delle elezioni. Il 13 e 14 aprile 2008 si è fatta la storia d’Italia e Berlusconi è entrato ufficialmente nei libri di scuola, nel bene e nel male. Tutti gli attacchi e le invettive che gli sono stati attribuiti hanno solamente contribuito alla sonora sconfitta di chi li aveva pronunziati.
Il 1968 è ormai lontano, troppo lontano. I suoi figli hanno esaurito pian piano le loro energie e sono ormai canuti e vecchi. Questi formano la classe intellettuale che si autodefinisce “alta”, ma che non sa analizzare la volontà del Paese in cui vive.
Noi rivolgiamo a questi cittadini una domanda d’orgoglio e di logica: «Quando la smetterete di trattare da cretini tutti quegli italiani che formano la maggioranza di questo Paese?»
. Non siete gli unici capaci di formulare un pensiero logico coerente e non detenete lo scettro della saggezza assoluta. Non si può affermare che se i fatti contraddicono le proprie teorie sono i fatti a essere errati e non le ipotesi formulate. Il metodo cartesiano va applicato anche al di fuori del mondo scientifico. Bisogna accettare anche chi la pensa in maniera differente e non trattarlo da nemico fascista.
Il fascismo non è quello delle persone che vestono di nero, non può essere ghettizzato e identificato da simboli e vessilli. Il fascismo è la prevaricazione, l’imposizione e la dichiarazione di superiorità. Tutte cose che sempre più si fanno vive e presenti proprio nel pensiero intellettuale di certa parte della stampa e del giornalismo in genere.
Lo sputare addosso alla tradizione e agli italiani in favore di PACS, DICO e immigrazione - definita proletariato esterno - è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Una madre non può tollerare che suo figlio sia scavalcato in graduatoria per l’asilo da un immigrato e che siano riconosciute come famiglie le coppie omosessuali. L’Italia non è rappresentata solo da un tricolore ma da persone che hanno degli ideali e dei valori comuni, i quali sono fondanti per la nostra società.
La gente comune ha capito che la sinistra se ne infischiava delle famiglie e dei lavoratori. Ha compreso che quella sinistra era rappresentata da Francesco Caruso, da Vladimir Luxuria, da Diliberto, da Pecoraro Scanio e via dicendo. Non si poteva andare avanti a forza di NO a tutto. Non si può pensare di portare in Italia la salma di Lenin e non si può nel 2008 credere ancora nel comunismo. Ormai l’utopia ha lasciato il passo alla pura sciocchezza. Non si possono volere farmaci gratis per chi vuol cambiare sesso e pensare che le famiglie spendano una marea di quattrini per curarsi dal diabete o dal cancro.
La vittoria di un movimento locale come la Lega Nord e la vittoria di Lombardo in Sicilia, con percentuali mai viste nemmeno ai tempi della DC di Gioia e Lima, confermano che la gente vuole persone con cui si possa parlare, che siano espressione del proprio territorio e non candidature d’immagine. Non si può pretendere di essere votati quando ci si presenta al Senato e alla Regione nello stesso giorno per poi fottere l’elettore che ti vota lasciando il posto all’amico.
Non si può più pretendere che una coalizione col 50% dei voti occupi tutte le istituzioni e neghi ogni diritto di replica agli avversari trattandoli come nemici.
Il vero slogan della campagna elettorale che apre la Terza Repubblica è:
«Non si può fare!»
Ciò che si può e si deve fare, concordando i termini con l’opposizione, è una riforma istituzionale. Basta approvare quanto fatto tempo fa dalla commissione presieduta da Dalema:
- Repubblica semipresidenziale con capo dello Stato eletto direttamente dal popolo;
- sistema parlamentare unicamerale con deputati eletti in collegi uninominali con il sistema a doppio turno eventuale, limitato a chi nel primo turno abbia superato una certa percentuale di voti;
- federalismo;
- riforma della giustizia costituzionale.






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