Le 7 missioni del Pdl
Il programma del Popolo delle Libertà si riassume in 7 missioni, le quali a loro volta si possono concretizzare in alcuni punti. Tutto questo a favore della concretezza e del pragmatismo.
- Rilanciare lo sviluppo
- Sostenere la famiglia e dare ai giovani un futuro
- Più sicurezza e più giustizia
- Servizi ai cittadini
- Il Sud
- Il federalismo
- Un piano straordinario di finanza pubblica
Se volete leggere in dettaglio come si intende realizzare ognuno di questi 7 punti potete leggere l’esaustivo articolo de Il Giornale. Noi punteremo la nostra attenzione su quei punti che sono più vicini al mondo dei giovani.
Al primo punto troviamo il rilancio dello sviluppo della nostra amata Patria, il quale passa inesorabilmente per le politiche del lavoro e l’incentivazione di quest’ultimo soprattutto per i giovani. Sempre nell’ambito di questa missione si configura la riorganizzazione digitale della pubblica amministrazione (ne abbiamo parlato qui).
Il secondo punto è di certo quello che ci può interessare di più. In questa missione si concentrano, infatti, le aspettative di moltissimi italiani, giovani e non. Le prime azioni previste a tal proposito sono: la diminuzione delle tasse con l’abolizione dell’ICI sulla prima casa, sulle successioni e sulle donazioni e la graduale diminuzione della pressione fiscale sotto il 40% del PIL. Queste azioni vanno affiancate dalle politiche per la casa, che stanno a cuore soprattutto a noi giovani. E’ previsto un “piano casa” per la costruzione di alloggi per giovani e famiglie disagiate, per arginare il protrarsi di una situazione scandalosa di cui parlammo già qualche giorno fa, cioè la necessità di rimanere coi genitori praticamente fino ai 40 anni. Per il problema degli affitti ci sarà anche l’introduzione di un “bonus locazioni” per aiutare le giovani coppie a sostenere l’onere degli affitti. Sempre a sostegno della famiglia vi è la volontà di garantire i libri di testo gratuiti per le famiglie più disagiate fino al compimento del 18° anno d’età.
Per dare ai giovani un futuro è in progetto anche la sperimentazione di un periodo «no tax» per le nuove iniziative imprenditoriali e professionali dei giovani. Si introdurrà anche un credito d’imposta per quelle aziende che assumono giovani e che trasformano i contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato. Vi saranno anche delle garanzie pubbliche per i «prestiti d’onore» e la reintroduzione delle mutue per garantire ai giovani assistenza sociale e sanitaria in caso di non lavoro e di bisogno, sul modello delle «Casse edili».
Nella missione riguardante i servizi ai cittadini trovano posto anche la scuola, l’università, la ricerca e la cultura. L’attenzione è puntata soprattutto al merito, cosa molto sentita dai giovani, con l’attuazione dell’articolo 34 della costituzione:
«[...]I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.[...]»
Vi saranno anche degli aumenti retributivi per quegli insegnanti che si distinguono nella loro attività professionale sulla base del merito. Si incentiverà la libera, graduale e progressiva trasformazione degli atenei in Fondazioni associative e alla loro competizione, premiando qualità e risultati. Progressivamente verranno detassati gli utili reinvestiti in ricerca e innovazione tecnologica, come richiesto ormai da tempo vista i nostri bassissimi investimenti nella ricerca.
Consideriamo fondamentale, per il nostro futuro, l’ultima missione che prevede un piano straordinario di finanza pubblica. Quello che si vuole attuare, seguendo gli andamenti dell’economia mondiale e comunitaria e non mettendo le mani nelle tasche dei cittadini, è cercare di diminuire la spesa pubblica, aumentando per contro l’avanzo primario e di conseguenza arginando l’aumento continuo del debito pubblico, il quale è il doppio, secondo le stime dell’Eurostat, del resto dei paesi dell’UE. Ogni anno paghiamo, solo di interessi, circa 70.000.000.000 di euro di interessi sul debito pubblico. La ricchezza prodotta in Italia è ormai inferiore a quest’ultimo e perciò potremmo assistere nel nostro futuro ad un tracollo catastrofico del sistema Italia, con la conseguente perdita di tutto ciò che è legato alla previdenza sociale.

