Archive for Marzo 2008
I giovani vogliono merito, lavoro e sicurezza
I giovani, sia di destra che di sinistra, chiedono a gran voce che sia premiato il merito e non l’appartenenza politica, l’amicizia e la raccomandazione. Non si può continuare ad accettare un paese formato da medici, professori universatari e personale della pubblica amministrazione che sono lì solo perché spinti da amici, parenti o conniventi.
Un sondaggio apparso sul quotidiano Il Sole 24 Ore afferma che l’86% dei giovani del Pd, il 90% di quelli della Sinistra Arcobaleno, l’86% dell’UDC e l’88% del PDL vuole una società fondata sul merito.
I punti fondamentali dell’azione del prossimo governo, secondo coloro i quali non hanno ancora superato la soglia dei 34 anni, dovranno essere il lavoro, la sicurezza e la riforma delle pensioni.
Appello ai giovani dell’UDC
Rivolgiamo un appello accorato ai giovani amici dell’UDC che in questi giorni di certo si saranno sentiti alquanto spaesati dalle scelte dei loro leader. Se fino a poco fa eravamo una grande famiglia oggi si dà voce alla volontà di andare comunque da soli, anche dopo il voto. Il presidente Pierferdinando Casini ha detto:
“La risposta a un’alleanza con Berlusconi, in termini di voto di fiducia, e’ semplice: no”.
Il voler correre da soli a tutti i costi e uscire dalla Casa delle Libertà è un atto che smentisce anni di battaglie condivise e comuni. I valori del PDL sono i valori dell’Unione di Centro.

Gianfranco Fini ha rimarcato questa scelta di posizione anche dopo il voto:
“Mi ha meravigliato la presa di posizione di Casini che ha detto che comunque vada l’Udc non sara’ alleata del Pdl e di Berlusconi. Ha reso piu’ agevole la scelta degli elettori dell’Udc ancora indecisi”.
Giovani dell’UDC e Rosa Bianca se volete che le cose siano davvero migliori in futuro per voi non potete affidarvi a un partito impossibilitato a prendere il premio di maggioranza. Se le riforme devono essere fatte ci vogliono i voti in parlamento e partiti forti che possano sostenere lo scontro alla Camera e al Senato, lo sanno anche i muri. L’unica soluzione possibile per non rimettere il Paese nelle mani di Prodi, Veltroni e compagni è quella di votare per il Popolo della Libertà.
Cina: diretta differita di 45 s per censurare
La Cina ha trasmesso la cerimonia di accensione della fiamma olimpica avvenuta in Grecia, ad Olimpia. Ufficialmente si trattava di una diretta integrale dell’evento ma in realtà la contestazione fatta dagli attivisti per la liberazione del Tibet è stata censurata grazie ad una diretta differita di 45 secondi. Un uomo intanto è stato condannato per uno slogan a favore del Tibet a 5 anni di carcere. Ma coloro che marciavano per la pace dove sono finiti? Si parla ormai di centinaia di morti in quella disastrata regione del mondo governata dai comunisti cinesi.
Il capo dell’organizzazione delle Olimpiadi cinesi ha pronunciato delle parole a dir poco paradossali durante il suo discorso:
«La fiamma olimpica – ha detto il dirigente cinese – irradierà luce e felicità, pace e amicizia, speranza e sogni sul popolo cinese e sul mondo intero».
Come si vota il 13 e 14 aprile
Orario delle votazioni:
I seggi elettorali rimarranno aperti domenica 13 aprile 2008 dalle ore 8,00 alle ore 22,00, e lunedì 14 aprile 2008 dalle ore 7,00 alle ore 15,00.
Per votare serve un documento d’identità e la tessera elettorale. Verificate la validità del vostro documento d’identità e controllate di avere a casa la vostra tessera elettorale. Il documento d’identità si rinnova richiedendolo al proprio comune di residenza.
Duplicato Tessera Elettorale:
L’elettore, per votare, deve esibire al Presidente di seggio la tessera elettorale personale e un documento di riconoscimento. In caso di smarrimento o deterioramento, si può ottenere in tempo reale il duplicato della tessera elettorale richiedendola all’ufficio elettorale, aperto per tutta la durata delle votazioni, del proprio comune di residenza. Se non trovate il vostro certificato richiedete per tempo un duplicato; durante le votazioni ci potrebbero essere lunghe file agli uffici elettorali.
Chi vota
Hanno diritto al voto per la Camera dei deputati tutti i cittadini di nazionalità italiana che avranno compiuto il 18° anno d’età alla data del primo giorno della votazione (nati fino al 13 aprile 1990). Hanno diritto al voto per il rinnovo del Senato della Repubblica tutti i cittadini di nazionalità italiana che avranno compiuto il 25° anno di età alla data del primo giorno della votazione (nati fino al 13 aprile 1983). Chi avesse i requisiti per votare e non avesse il certificato elettorale faccia richiesta al proprio ufficio elettorale.
Come si vota
L’elettore, all’atto della votazione, riceve 2 schede:
- 1 di colore rosa per l’elezione della Camera dei Deputati
- 1 di colore gialla per l’elezione del Senato della Repubblica (solo chi ha compiuto 25 anni di età).
Il voto si esprime tracciando un solo segno – comunque apposto – nel rettangolo contenente il contrassegno della lista prescelta. Non si deve scrivere alcun nome sulla scheda rosa o gialla. Non è previsto il voto di preferenza in quanto le liste sono bloccate. Gli eletti assegnati alla lista vengono ricavati dall’ordine di presentazione dei candidati (se una lista avrà diritto a 2 seggi gli eletti saranno il numero 1 e il numero 2 della lista).
Come votare per il Popolo della Libertà per Camera e Senato
I giovani di sinistra sono attratti dall’antipolitica
Un tempo c’era la sinistra, il comunismo e l’anarchia, oggi rimane solo l’antipolitica e chi la guida è un comico. I giovani progressisti hanno compreso che il progresso non è rosso, che quelle erano solo delle balle messe lì per accalappiarli. Oggi i fatti ci mostrano che gli ideali comunisti hanno prodotto milioni di morti e la nascita di stati repressivi e totalitari. Gli eredi di Mao e di Stalin imbavagliano la stampa, denigrano la democrazia e si fanno beffe degli ideali liberali. I tibetani vengono massacrati e perseguitati e in Italia nascono nuovi movimenti e partiti che si fregiano del simbolo della falce e martello. Non ha alcun senso riconoscersi, dopo tutti i morti e le tirannie, in quel simbolo. Eppure la realtà è surreale e non ha memoria.
Per contro molti adesso abbracciano il partito dell’ANTI. Mettendosi contro qualcosa non si aggiustano le cose, si crea solo odio e rabbia. Bisogna impegnarsi in prima persona per cambiare dal di dentro le cose che non funzionano. Coloro che hanno ancora vent’anni dovrebbero rimboccarsi le maniche e dare una sistemata a ciò che non va, invece di mandare tutto a quel paese. Così a quel paese ci vanno anche loro e non risolvono nulla.
Sondaggio: i giovani preferiscono il PDL
Oggi è apparso un articolo su Repubblica contenente un sondaggio commissionato dal quotidiano all’istituto Demos&Pi. Alla vigilia delle elezioni, i giovani dai 18 ai 29 anni, preferiscono l’alleanza guidata dal Pdl di quasi 5 punti percentuali rispetto a quella del PD.
Raramente, nel corso delle campagne elettorali, abbiamo sentito parlare, tanto spesso, di “giovani”. E di giovinezza, gioventù. Raramente, in precedenza, i “giovani” sono stati esibiti, in modo altrettanto vistoso.
Come vessilli, feticci, bandiere. Testimonial della volontà dei partiti di cambiare. Se stessi. E, più in generale, la società. Incapace di rinnovarsi. Monca del futuro. [...][...] Negli ultimi anni, soprattutto dopo le elezioni del 2006, la società italiana è stata scossa da un vero “collasso del futuro”, che ha visto i giovani protagonisti – involontari e controvoglia. Oggi, infatti, quasi due italiani su tre ritengono che i giovani, nel prossimo futuro, avranno una posizione sociale ed economica “peggiore” rispetto ai loro genitori. Quindici punti più di due anni fa. Parallelamente, si è diffusa la (ragionevole) convinzione che la società impedisca ai giovani di occupare uno spazio adeguato alle loro aspettative e alle loro capacità. D’altronde, 7 italiani (e altrettanti giovani) su 10 non ritengono necessario conseguire una laurea per accedere a un’attività professionale remunerativa. La maggioranza delle persone (60%), invece, pensa che per trovare lavoro e fare carriera occorra ricorrere a raccomandazioni. Fra i più giovani questa convinzione è ancor più condivisa (66%). Il senso del declino, che ha investito gli italiani, dunque, opprime i più giovani in modo particolare. Perché hanno il futuro davanti. Ma a loro appare un muro, difficile da valicare. Ciò li ha resi diffidenti verso i partiti. Soprattutto verso il governo di centrosinistra che li ha definiti “bamboccioni”. [...]
Il periodo storico in cui viviamo noi giovani è stata definita l’età dell’incertezza.
Come fare il rappresentante di lista
La figura del Rappresentante di Lista, gergalmente chiamato anche difensore del voto, è prevista, nell’ambito della legge, per assicurare un controllo diretto sul regolare svolgimento delle operazioni elettorali.
Chi accetta l’incarico di Rappresentante di lista deve essere perfettamente conscio dell’IMPORTANZA del ruolo affidatogli e della RESPONSABILITA’ che esso comporta nei confronti del partito e di tutti i cittadini che in esso si riconoscono. Per essere nominati rappresentanti di Lista occorre essere elettori della circoscrizione (per la Camera) o della Regione (per il Senato). Insomma, non può verificarsi il caso di un elettore di Aosta che faccia il rappresentante di lista a Catania. Il rappresentante di Lista deve portare con sé la tessera elettorale e il documento di identità.
Il rappresentante di lista si presenta presso la sezione elettorale, alla quale è stato destinato, nel momento della costituzione dell’Ufficio di Sezione alle ore 15.00 di sabato.
Consegnata al Presidente la lettera di nomina, sottoscritta dai delegati di lista, prende posto nella parte riservata all’Ufficio di Sezione (art. 74 primo comma DPR 570/60 in luogo che gli consenta di poter seguire le operazioni elettorali. A quel punto, inizia la vera e propria attività di vigilanza e controllo che il Rappresentante di lista deve espletare.
La sua presenza dovrà essere assicurata per tutto il tempo in cui si svolgeranno le operazioni elettorali.

Le 67 nuove tasse del governo Prodi
Per rinfrenscarci la memoria e capire come mai il nostro portafogli sia così magramente leggero…
PERSONE E FAMIGLIE
1. Irpef più cara. Nuova curva Irpef dal gennaio 2007:
Fino a 15mila euro aliquota del 23%;
da 15.001 a 28mila 27%;
da 28.001 a 55.000 38%;
da 55.001 a 70.000 41%;
oltre 70mila 43%.
I dipendenti pagano di più a partire da 40mila euro, gli autonomi da 30mila.
Noi, con il secondo modulo della riforma fiscale, avevamo ridotto le tasse per tutti.
2. Detrazioni invece che deduzioni. Le deduzioni di lavoro dipendente, pensione, lavoro autonomo e altri redditi sono sostituite da detrazioni. Penalizzate le famiglie: i coniugi devono dividerle al 50%.
Noi con le deduzioni dall’imponibile avevamo ridotto le tasse per chi guadagna meno.
3. Pensioni. Contributo di solidarietà del 3% sulle quote dei trattamenti pensionistici eccedenti i 5mila euro mensili. Il contributo opera limitatamente al triennio 2007-2009.
E i diritti acquisiti?
4. Addizionale comunale. I comuni possono aumentare l’addizionale Irpef.
Noi avevamo bloccato le addizionali comunali e regionali.
5. Imposta di scopo. I Comuni possono istituire da gennaio 2007 un nuovo tributo per favorire investimenti nel territorio comunale, come la creazione di infrastrutture.
Nuova tassa.
6. Successioni. Torna l’imposta su successioni per i patrimoni superiori al milione di euro. L’esenzione vale per ciascun erede diretto. Sulla parte di patrimonio eccedente gli eredi pagano un’imposta pari al 4%. I parenti oltre il quarto grado (fratello, nipote) non godono della franchigia e sul valore di ciò che ereditano pagano un’imposta del 6%; gli altri soggetti pagano un’imposta dell’8% su tutta l’eredità.
Noi l’avevamo abolita.
7. Donazioni. Ripristinata l’imposta: vale lo stesso regime delle successioni.
Noi l’avevamo abolita.
8. Spese mediche. Stretta sulle detrazioni per spese mediche: ai fini della deduzione la spesa sanitaria relativa all’acquisto di medicinali deve essere certificata da fattura o da scontrino fiscale contenente la specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e l’indicazione del codice fiscale del destinatario.
In passato per alcune spese bastava un normale scontrino fiscale che indicasse il bene acquistato, ad esempio lenti a contatto monouso. Adesso, con questa inutile complicazione in più, molti rinunceranno a detrarre le spese sostenute.
9. Ricetta medica. Da gennaio, per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, gli assistiti non esenti sono tenuti al pagamento di una quota fissa sulla ricetta di 10 euro.
Una nuova tassa sulla salute.
10. Ticket. Per le prestazioni erogate dal pronto soccorso ospedaliero non seguite da ricovero codificate da codice bianco si paga un ticket di 23 euro, con codice verde 41 euro.
Come fa il cittadino a sapere, prima di andare al pronto soccorso, se il suo è un problema urgente o no?
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I candidati del PDL regione per regione
Ecco tutti i candidati nelle liste del PDL regione per regione. Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia.
SICILIA
CAMERA
Per la Sicilia occidentale in terza posizione Gianfranco Miccichè, presidente dell’Assemblea Regionale poi il coordinatore regionale Angelino Alfano, entrambi provenienti da Forza Italia. Per Alleanza Nazionale c’è Giuseppe Scalia seguito da altri due esponenti azzurri: Enrico La Loggia e Pippo Fallica. In posizione privilegiata l’assessore al turismo della regione, Dore Misuraca, marito di Barbara Cittadini e dunque genero di Ettore Cittadini, ex assessore alla sanità. Subito dopo di nuovo An con Antonino Lopresti seguito da Gaspare Giudice. Per la Sicilia orientale l’ex ministro della Difesa, Antonio Martino, An, l’ex ministro delle Pari Opportunità, Stefania Prestigiacomo, Fi. Poi Carmelo Briguglio e Domenico Arezzo, entrambi An.
SENATO
L’azzurro Renato Schifani guida la lista Pdl. Poi Domenico Nania per An e il professor Carlo Vizzini, Fi. Tra i sicuramente eletti nelle posizioni alte della lista Giuseppe Firrarello, Antonio D’Alì, sottosegretario al ministero dell’Interno con il governo Berlusconi. Poi il magistrato Roberto Centaro, il Lumìa del centrodestra, seguito da Mario Francesco Ferrara, Salvo Fleres, Raffaele Stancanelli e, finalmente una donna, Simona Vicari, ex sindaco di Cefalù e unica donna presente nell’assemblea regionale.
LAZIO
CAMERA
Nel collegio Lazio 1 il Pdl punta su Gianni Alemanno e Fabrizio Cicchitto come capolista. Dopo di loro Beatrice Lorenzin; Luciano Pescante e il leader della protesta dei tassisti romani Loreno Bittarelli. Nel collegio Lazio 2, dopo i capolista Berlusconi, figurano Rocco Crimi; Giorgia Meloni; la ex portavoce del Family Day, Eugenia Roccella; il combattivo parlamentare di An, Fabio Rampelli; Gianfranco Conte; Cosimo Ventucci; Francesco Aracri; Giulio Marini; Antonello Iannarilli; Angelo Santori; Giuseppe Mochi; Giovanni Crescenzi e Fabio De Angelis.
SENATO
Capolista l’ex presidente del Senato, Marcello Pera, seguito da Maurizio Gasparri, già designato come futuro presidente del gruppo unico a Palazzo Madama. Terzo nella lista è Lamberto Dini seguito dall’ex sottosegretario alla Salute, Cesare Cursi. Al quarto posto un altro big, come il senatore Mauro Cutrufo, indicato dal Pdl come vicesindaco a Roma. E ancora: Andrea Augello; Giuseppe Ciarrapico in undicesima posizione, Domenico Gramazio, il sindaco di Anzio, Candido De Angelis e il consigliere regionale di Forza Italia, Stefano De Lillo.
Copisteria Veltroni
Obama è candidato nel partito che fu fondato da Thomas Jefferson. Veltroni è candidato nel partito fondato da Romano Prodi. Obama sta sfidando nelle primarie Hillary Clinton. Veltroni ha sfidato nelle primarie Rosy Bindi.
Lo slogan di Veltroni è “Yes we can!”, “Si può fare!” in italiano o “Se po fà!” in romanesco. Ecco il video dimostrativo dello slogan veltroniano.







