Giovani per la Libertà

Un blog dei giovani del Popolo della Libertà

Ritorniamo alla laurea quinquennale

con 4 commenti

Le lauree triennali, per molti versi, hanno disatteso il loro scopo. La voglia di uniformarci a tutti i costi con il resto del mondo non è stata affiancata da una puntale e obiettiva riforma degli studi universitari. Ci sono facoltà dove il numero di esami da sostenere è a dir poco proibitivo e dove sono stati mantenuti quasi invariati i vecchi programmi d’insegnamento. Ciò accade prevalentemente nelle facoltà scientifiche in quanto le discipline non possono essere ragionevolmente tagliate.

Si pensi alle facoltà di Scienze Matematiche e di Ingegneria. Le lauree brevi sono a tutti gli effetti analoghe a quelle quinquennali. Nelle specialistiche si hanno solo delle rivisitazioni dei programmi già svolti e in pratica nulla più.

Written by 4lfre

11 Marzo 2008 a 8:29 pm

Pubblicato in Riflessioni

Taggato con , ,

4 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. Sono perfettamente daccordo con questo post.
    Da anni questa condizione è lamentata da parte di molti studenti.
    Porto il mio esempio: sono uno studente di ingegneria, ora fuori corso. Il mio corso di laurea (triennale) ha 30 esami, cioè 10 all’anno. Il tutto è organizzato in semestri, cioè per rimanere in regola si bisognerebbe sostenere 5 esami ogni 5 mesi circa.
    Il vecchio corso quinquennale aveva meno esami di quello attuale triennale.
    La cosa sarebbe ragionevole se gli esami attuali avessero un programma meno vasto degli “equivalenti” della laurea passata.
    Tutto ciò è vero solo sulla carta: i professori, che per anni hanno insegnato nel vecchio ordinamento sono abituati a svolgere un’ampio programma, che di fatto attuano richiedendo per il superamento degli esami carichi di lavoro incompatibili con lo stretto tempo a disposizione.
    Nel mio caso particolare, il fenomeno è ancora più evidente, poichè studiando una materia tecnica come l’ingegneria, tutto è correlato, sono necessarie basi ferrate e non ci si può permettere di scegliere alcuni corsi organizzandosi e tralasciandone altri perchè sarebbe come costruire una casa senza fondamenta.
    All’estero, dove il sistema è rodato da sempre non hanno questi problemi, ma da noi il cambio è stato oserei dire drammatico.
    Grazie dello spazio concessomi.

    Francesco

    15 Marzo 2008 alle 1:58 pm

  2. Confermo in pieno essendo io stesso uno studente di ingegneria. :(

    Alfredo

    15 Marzo 2008 alle 4:59 pm

  3. [...] Abbiamo discusso della riforma universitaria già qualche tempo fa, per saperne di più vai qui. [...]

  4. sono d’accordo con i colleghi
    ci sono corsi di studio per i quali o si fa tutto e bene o non serve a niente.
    Per diventare ingegnere 3 anni sono troppo pochi: i programmi sono uguali ma le ore per insegnarli sono state ridotte… per questo quasi nessuno ce la fa in 3 anni

    gianluca

    13 Gennaio 2009 alle 8:18 pm


Lascia un commento