Giovani per la Libertà

Un blog dei giovani del Popolo della Libertà

Contro la censura sul web: Facebook non è Internet

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Applicare delle leggi censorie contro il web è uno sbaglio enorme. Si applichino le leggi vigenti, visto che siamo uno dei Paesi che ne ha di più. Il Popolo delle Libertà non può applicare una legge atta alla limitazione della stessa libertà; sarebbe un controsenso puro e semplice e tutti i giovani si rivolterebbero all’unisono perché privati di una necessaria libertà d’espressione.

Se ci fosse un pazzo per strada o in piazza non si limiterebbe la libertà dei cittadini di uscire di casa. Se un gruppo di imbecilli inneggiasse al totalitarismo all’interno di un bar non si limiterebbe la libertà dei cittadini italiani di andare a prendere un caffè. Questo è del tutto ovvio.

Il problema è che siamo un paese composto da ignoranti in termini di informatica. Chi si occupa di giornalismo e di politica nel 99% dei casi non sa distinguere un social network da un blog, un bit da un gigabyte. Eppure tutti si ergono a fini conoscitori del web. Sono convinti che Facebook sia internet e che tutti gli internauti siano dei pazzi criminali che scrivono cazzate su Facebook.

Il bello è che Facebook è un social network che raccoglie i propri utenti in reti geografiche e li scheda per nome e cognome. Basta semplicemente andare a prendere i singoli imbecilli e applicare le leggi vigenti. Non c’è molto altro da dire. Se non si capisce questo concetto si è mentalmente limitati. Lor signori sappiano che Facebook.com è un nome a dominio di un singolo sito web che fornisce un servizio di social networking: STOP. Che facciano un corso di alfabetizzazione informatica prima di aprire bocca e dire cose palesemente inesatte.

Si vuole rendere “più difficoltosa la navigazione verso certi siti” e inibire la diffusione per le dirette in streaming, se non tramite previa autorizzazione. Sua Eccellenza, il ministro degli affari interni della Repubblica, Roberto Maroni si ravveda e faccia marcia indietro. Faccia applicare le leggi che già esistono per tutelarci e non si finga moderno Don Chisciotte.

Written by 4lfre

17 dicembre 2009 alle 2:44 pm

E adesso si prende a sassate il Premier?

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Siamo arrivati alla violenza diretta e sdegnosa contro Silvio Berlusconi. Eppure già mesi fa si era fatto un chiaro ammonimento per il pericolo concreto che corre il presidente del Consiglio italiano, bersagliato da attacchi personali che ormai hanno perso i connotati politici.

Oggi alle 18.20 i connotati hanno provato davvero a cambiarglieli. Tale Tartaglia, un mezzo matto, ha preso una statuetta e l’ha lanciata in faccia al Presidente. Se solo avesse avuto un coltello o peggio un’arma da fuoco, noi oggi non avremmo un primo ministro.

Adesso l’opposizione dovrà fare un approfondito esame di coscienza. Tutto il fango che si è cercato di riversare sulla persona di Silvio Berlusconi non ha più diritto di cittadinanza sul nostro paese, altrimenti gli anni ‘70 non saranno più solo un ricordo.

Written by 4lfre

13 dicembre 2009 alle 11:55 pm

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Università, arriva la riforma. Gelmini: Bisogna avere coraggio. Tutti i cambiamenti

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Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha illustrato oggi i contenuti della riforma dell’Università. “Bisogna avere coraggio di cambiare l’Università – ha affermato –, non difendendo lo status quo ma premiando i giovani meritevoli, i nuovi ricercatori e le Università che puntano sulla qualità eliminando gli sprechi e i corsi inutili”.

Ecco i CONTENUTI del disegno di legge:

- Possibilità per gli atenei di fondersi tra loro o aggregarsi su base federativa per evitare duplicazioni e costi inutili.

  • Come è: università vicine non possono unirsi per razionalizzare e contenere i costi;
  • Come sarà: ci sarà la possibilità di unire e federare università vicine, anche in relazione a singoli settori di attività, per abbattere costi e aumentare la qualità.

- Introduzione della contabilità economico-patrimoniale uniforme secondo criteri nazionali concordati tra Miur e Tesoro.

  • Come è: i bilanci delle università non sono chiari e non calcolano la base di patrimonio degli atenei;
  • Come sarà: i bilanci dovranno rispondere a criteri di maggiori trasparenza. Debiti e crediti saranno resi più chiari nel bilancio.

- Riduzione dei settori scientifico-disciplinari, dagli attuali 370 a circa la metà (consistenza minima di 50 ordinari per settore).

  • Come è: ogni professore è oggi rigidamente inserito in settori scientifico disciplinari spesso molto piccoli, anche con solo 2 o 3 docenti;
  • Come sarà: saranno ridotti per evitare che si formino micro settori, che danneggiano la circolazione delle idee e danno troppo potere a cordate ristrette.

- Delega al ministro per riorganizzare i dottorati di ricerca al fine di creare un vero sistema di formazione di terzo livello sia per l’accademia che per le imprese. (segue)

Università

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Scontri tra no-global, centri sociali e polizia. Dietro l’antagonismo uno spaventoso vuoto di idee, di principi e di valori

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Scontri di piazzaPremessa: non ho nulla contro chi protesta e manifesta pacificamente le proprie idee e in modo tale da non creare troppi disagi alla cittadinanza.
Non ho nulla contro le manifestazioni , sono un segno di democrazia, ma quello che non mi va sono gli scontri e le devastazioni che puntualmente accompagnano queste manifestazioni. Non è possibile che tutte le volte questa gentaglia, che altro non è, approfitti di queste situazioni per fare tutto il casino possibile. E’ sotto gli occhi di tutti, il G8 è iniziato da soli 2 giorni e il bilancio sembra un bollettino di guerra: scontri , lanci di pietre contro polizia e fotografi , decine di fermi , arresti , feriti da entrambi le parti.


Ma alla fine ci si chiede: ma per cosa protestano?

Penso , che dietro l’etichetta dell’«idealità» appiccicata sopra la battaglia dei movimenti antagonisti contro la globalizzazione si nasconde soltanto uno spaventoso vuoto di idee, di principi e di valori. Si tratta di una pura espressione del nichilismo che sembra per molti versi dominare il nostro tempo. E a quanto pare infine l’unico esito possibile di questa rivolta è quello della violenza: distruggere per distruggere, senza altra motivazione oltre alla volontà perversa di fare a pezzi il reale in quanto tale. La mentalità antagonista tende a colmare il vuoto psichico sociale e politico causato dal crollo dei sistemi ideologici.

A questo punto c’è da credere che queste persone vanno deliberatamente per combinare disastri perchè non si spiegherebbero altrimenti i caschi, i passamontagna, le spranghe ecc ecc .

Se uno gli chiede perchè protestano tirano fuori una lista di frasi fatte che venivano usate negli anni settanta. Parlano di libertà e impediscono alle persone di studiare (vedi l’Onda a Roma), disfano automobili e negozi di persone che si fanno il culo dalla mattina alla sera per portare a casa lo stipendio, si ribellano se la polizia non li lascia disfare in libertà le cose altrui e pubbliche.
D’altro canto perchè io, operaio, che guadagno 900 euro, devo trovarmi la macchina distrutta da dieci figli di papà che giocano ai ribelli? Perchè io, negoziante, devo vedere il mio negozio devastato da dei deficenti?
Perchè io, studente universitario, non posso seguire la lezione liberamente per colpa di quattro fancazzisti che si nascondono dietro una non meglio precisata ideologia?

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Written by marcorouge

9 luglio 2009 alle 7:55 pm

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Altra figuraccia per NYT, The Guardian e Repubblica – Lo spin doctor di Obama: “Ma tu credi ancora al New York Times?”

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Lo spin doctor di Obama: “Ma tu credi ancora al New York Times?”

“Ma tu credi ancora al New York Times?”. A parlare non è il portavoce del premier italiano Paolo Bonaiuti. E’ la risposta ironica del principale consigliere del presidente Obama, David Axelrod interpellato dal SOLE 24 ORE. Il quotidiano di Confindustria sottolinea come sia stridente l’immagine d’insieme al Quirinale, la passeggiata e la chiacchierata con Berlusconi, le dichiarazioni di apprezzamento per il lavoro “splendido” della presidenza italiana del G8 con la ‘versione’ del NYT che aveva scritto di carenze organizzative e di rilassatezza politica del governo italiano. Una denuncia condivisa anche dal Guardian che aveva addirittura chiamato in causa lo ‘sherpa’ americano Mike Froman scrivendo che era stato lui ad aver condotto riunioni preparatorie del Vertice degli Otto grandi in sostituzione di quello italiano Giampiero Massolo. Circostanza smentita dallo stesso Froman che, in effetti, una conference call ricorda di averla organizzata, ma in vista del G-20 che si terrà a Pittsburgh sotto la presidenza americana. “Forse qualcuno ha fatto confusione”, così Froman aveva liquidato lapidariamente la tesi del Gurardian. Adesso l’affondo di Axelrod.

Intanto fonti di Palazzo Chigi, interpellate da LA STAMPA, rilanciano la tesi del complotto dei media stranieri alimentato da “falsi scoop”, che i corrispondenti negano però all’unisono, primo fra tutti il presidente dell’Associazione della stampa estera Maarten Van Aalderen che giura: nessuna vecchia ruggine con il governo italiano, anche se Berlusconi aveva prima accettato e poi rinviato l’invito per una conferenza. Insomma nessun pregiudizio contro il premier da parte dei giornalisti stranieri, semmai spiazzati per aver preso il classico ‘buco’ da Berlusconi. Ma c’è chi sta peggio, almeno dalle parti di REPUBBLICA, che in questi giorni ha incassato un “uno-due” di difficile digestione: non solo il riconoscimento della forte leadership del governo italiano sui temi del G8 giunto da Obama e Gordon Brown – ovvero dai “due giganti della sinistra occidentale”, annota malizioso Christian Rocca sul FOGLIO – ma anche la beffa di aver ricevuto un ‘no’ dalla Casa Bianca all’intervista al presidente americano che sarebbe “spettata” al quotidiano di Largo Fochetti.

“La Casa Bianca infatti – spiega IRocca – un paio di giorni prima della visita del presidente in Italia è solita garantire un’intervista ai giornali che accreditano i loro inviati ai viaggi con l’Air Press One”. A turno, una volta tocca al CORRIERE, un’altra a la STAMPA, e così via. Questa volta toccava a REPUBBLICA, ma Obama ha preferito AVVENIRE, facendo andare su tutte le furie il padre nobile di REPUBBLICA, al secolo Eugenio Scalfari, che nel consueto articolo domenicale ha manifestato tutto il suo fastidio per questa scelta: “Non vende molto l’Avvenire, ma rappresenta la Conferenza episcopale”, ha spiegato ai suoi lettori. Ma è ancora presto per capire se l’amore per Obama, appena nato, sia già finito…

(Il velino)

Written by marcorouge

9 luglio 2009 alle 10:54 am

Riforma del processo civile. Per i diritti di tutti

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Lettera del ministro Angelino Alfano al “Corriere della sera”, 4 luglio 2009

Il ministro Alfano«Caro direttore, oggi entra in vigore la riforma del processo civile dal governo proposta e dal Parlamento approvata con l’intento di aggredire il principale nemico della nostra giustizia: la sua lentezza. Siamo consapevoli che il processo civile non evoca le suggestioni del processo e del diritto penale che, trattando le libertà personali, suscita passioni e polemiche anche aspre. E anche di questo ci stiamo occupando. Però abbiamo preferito cominciare dal processo civile che è lo scrigno dentro il quale vengono tutelate le libertà economiche di ogni cittadino quando queste vengono messe in discussione e sottoposte alla valutazione dei giudici in un processo che non dovrà più durare dieci anni.

La scelta del presidente Berlusconi di intraprendere il difficile cammino delle riforme della giustizia partendo dal processo civile non è casuale: la paralisi imprigiona una enorme quantità di ricchezza, una risorsa occulta che è indispensabile restituire al circuito economico in un periodo di crisi. Ma non solo: alla giustizia civile i cittadini affidano i loro affari privati e personali, per dirimere le loro controversie e ristabilire il diritto nel quotidiano, lontano dai clamori e dall’ umanità sofferente che affolla le aule penali, ma più vicino al vissuto quotidiano dell’ uomo comune. Per questo è apparso naturale iniziare da questa riforma per dare attuazione al principio della ragionevole durata del processo, riconosciuto come diritto di ogni cittadino dalla Costituzione.

La legge che oggi entra in vigore, oltre a contenere i tempi processuali, mira ad introdurre nel nostro sistema un differente approccio culturale alla risoluzione dei conflitti civili. Il nostro impegno è stato rivolto anzitutto a rendere più razionale il sistema processuale, eliminando sprechi di preziose energie. In quest’ ottica si è puntato così sulla riduzione del numero dei riti: oggi quasi trenta, una giungla procedimentale ormai intollerabile.

Il Parlamento ha concesso una delega di 2 anni ma, nonostante la delicata materia, faremo prima.

Sono stati, poi, resi omogenei e più brevi molti termini processuali, è stato introdotto l’ obbligo per il giudice di fissare il calendario del processo, con l’ indicazione di tutte le scadenze e della durata complessiva del giudizio e sono stati ridotti i formalismi per garantire che la causa venga rapidamente decisa nel merito. Le parti sono state rese corresponsabili dei tempi del processo, grazie a una disciplina delle spese processuali che premia la conciliazione e sanziona i comportamenti in mala fede volti ad allungare la durata del processo. Ed inoltre una scelta di campo a favore del processo telematico: le notifiche via mail come forma ordinaria di comunicazione tra i protagonisti del processo.

Magistrati in toga

Nuovi ed importanti istituti giuridici sono stati previsti per ridurre la rigidità delle forme del processo (ma a parità di garanzie!), consentendo di modularlo a seconda della complessità della causa, come il procedimento sommario di cognizione, la testimonianza scritta e le nuove misure coercitive per assicurare l’ esecuzione delle sentenze. Più chiarezza per i cittadini: la sentenza sarà semplificata e più comprensibile dovendo essere concisa e potendo limitarsi a richiamare precedenti conformi.

Per la prima volta nella storia del nostro ordinamento è stato introdotto un filtro per i ricorsi in Cassazione, che consentirà alla suprema corte di acquistare maggiore autorevolezza, concentrando le proprie energie solo sulle questioni nuove e di maggiore rilievo, senza pregiudicare la possibilità per le parti di rivolgersi ad essa. È stata generalizzata, poi, la mediazione, uno strumento che consentirà ai cittadini di risolvere le loro liti in 4 mesi senza andare in tribunale, ma rivolgendosi ad un esperto che li aiuterà risolvere la controversia con logiche diverse dall’ alternativa necessaria tra il torto e la ragione e cercando, invece, di consentire a tutti i litiganti di trarre il maggior utile possibile.

GiustiziaSiamo consapevoli che nessuna riforma è sufficiente, da sola, a sconfiggere il nemico rappresentato dalla eccessiva durata dei processi, che continuerà ad affliggere il nostro sistema fino a quando non verrà eliminato il pesante debito pubblico giudiziario, costituito dagli oltre 5 milioni di cause pendenti. È questa la nostra prossima sfida: far correre la giustizia italiana togliendo dalle sue spalle lo zaino di piombo dell’ arretrato. A tal fine è indispensabile la leale collaborazione dell’ avvocatura italiana, chiamata ad affrontare una importante sfida riformatrice, e sono allo studio ulteriori importanti interventi straordinari, sia sul piano delle risorse che sul piano normativo.

È un compito arduo che deve vederci uniti verso la meta, giacché, parafrasando Calamandrei, la lentezza della giustizia non è come quei veleni di cui certa medicina afferma che presi in grandi dosi uccidono, ma presi in piccole dosi risanano. La lentezza della giustizia, anche in dosi omeopatiche, avvelena le relazioni tra i cittadini ed il sistema economico.»

Angelino Alfano

Written by marcorouge

7 luglio 2009 alle 4:32 pm

Il PDL sarà di Fini?

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Gianfranco Fini

Gianfranco Fini

A quanto pare il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, vuol mettere l’accento su alcune questioni spinose della politica italiana, come la riforma della giustizia o le questioni sociali ed etiche che assorbono il nostro amato Paese. Da un lato staziona il Cavaliere, pronto a tutto pur di attirare l’attenzione dei mezzi di informazione, e dall’altro si erge con calma l’ormai roccioso Fini. Due caratteri e due mondi differenti, non c’è che dire.

Oggi il Presidente della Camera dei deputati ha tenuto una lezione d’apertura del master su “parlamenti nazionali e istituzioni europee”, ascoltato da un ristretto ma qualificato pubblico di docenti. Ciò fa capire il tenore delle apparizioni pubbliche del pretendente alla poltrona massima del partito che ancora non vuole realmente nascere. Il perché poi è tutto da imputare ai mal di pancia di AN, la quale stenta ad uscire dall’angolo a cui l’ha portata Forza Italia con il suo incalzante gioco di gambe.

Ciò che davvero ci deve preoccupare è la possibile reazione di un pugile che ha ancora molte campane da sentire. Più volte sono arrivati segnali dai colonnelli e dallo stesso Fini per far virare il governo su posizioni di logica e ragionevolezza e portare alla serietà il presidente Berlusconi, che con frizzi, predellini e sgambettate non finisce mai di stupire.

Il nostro pronostico rimane quello di vedere un intransigente Fini alla testa della nuova formazione politica ed è da tempo che lui si prepara a questo compito che ormai gli spetta di diritto.

Written by 4lfre

21 gennaio 2009 alle 10:55 pm

L’informazione secondo Santoro è solo la sua

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Anno Zero è di certo una trasmissione giornalistica di rilievo e le inchieste che in essa vengono portate avanti vengono confezionate con rigore. Santoro è un professionista che sa calcare egregiamente le scene televisive e si attornia di giornalisti che hanno caparbietà e capacità innegabili. Tutto ciò si può dire solo se non si omette però anche di far notare che il taglio dei servizi e delle notizie non è omnicomprensivo e che vuole puntare e rimarcare sempre dove il conduttore vuole; come a dire che la lingua batte dove il dente – avvelenato – duole.

Ecco che allora tutto appare sotto una luce chiara solo quando a far notare al “collega” che si sta parlando solo di una parte e non del problema per intero è una giornalista apertamente di sinistra, eppure, anche allora, il conduttore deve dominare e prevalere sovrastando le opinioni altrui a favore della propria. Ogni cosa deve rispecchiare il suo pensiero aulico e ogni ghirbizzo deve essere sottaciuto. Si badi bene a non contraddire eh. Mai, non sia mai! Tutti devono essere attori di un teatro dei pupi, altrimenti…

Written by 4lfre

19 gennaio 2009 alle 12:40 am

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Piano per le famiglie : un’altra risposta del Governo alla crisi

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Sono giornate decisive per gli aiuti alle famiglie e alle imprese, oltre che per far decollare il piano destinato a tempi brevissimi a far ripartire le infrastrutture. Va precisato che non si tratta di una Finanziaria-bis dettata dalla crisi economica, ma di un intervento di emergenza, un pronto soccorso cash che il governo mette in campo in coordinamento con l’Unione europea.

Famiglie numerose soprattutto

Sono le famiglie numerose e a basso reddito quelle che avvertono con maggiore disagio il peso della congiuntura sfavorevole. Per sostenerle ci sarà un primo intervento, uno sconto sensibile sulle bollette di luce e gas. La bozza del provvedimento è stata già preparata e può contare su una copertura di 800 milioni di euro. Il ”bonus gas” sarà operativo entro due mesi. Il “bonus elettricità”, già introdotto quest’anno, sarà esteso al 2009 e consentirà di tagliare, con effetto retroattivo, le bollette dal gennaio 2008 in poi. Per le famiglie in cui ci saranno nuovi nati è previsto il “bonus bebé”, un prestito di 5.000 euro al tasso agevolato del 4%.


Social card per oltre un milione di italiani.

È una carta da 40 euro al mese per fare la spesa in supermarket ed esercizi convenzionati (sconti fino al 10%) valida per tutto il 2009 e destinata ai cittadini tra i 65 e 70 anni con redditi annuali fino a 6.000 euro e sarà estesa a neonati e bambini da 0 a 3 anni. Le prime lettere sono già partite e riguarderanno 1,2 milioni di meno abbienti. Chi le riceve potrà recarsi ad un ufficio postale che verificherà la correttezza dei dati e rilascerà una sorta di bancomat ricaribile (essendo in vigore da ottobre, la tessera conterrà già 120 euro), sul quale di mese in mese lo Stato accrediterà i 40 euro.

La social card

La social card


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Written by marcorouge

10 dicembre 2008 alle 11:21 pm

BERLUSCONI E TREMONTI: Piano da ottanta miliardi per le famiglie e le imprese

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“Lo dico con fermezza: contro la crisi non siamo in ritardo, come afferma la sinistra”.  Lo ha affermato il presidente Berlusconi nella conferenza stampa che ha fatto seguito alla conclusione del G20 di Washington.
“ Intendiamo investire 80 i miliardi per aiutare le imprese e le famiglie. Una misura che ridurrà lo stress degli italiani di fronte a queste difficoltà. Nessuno in Europa ha fatto niente da solo. Ora stiamo valutando interventi su scala globale. Ma in Italia grazie alla decisione di anticipare la finanziaria a luglio e prevedere la sua applicazione nei tre anni, abbiamo prevenuto ogni rischio.”

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Written by marcorouge

17 novembre 2008 alle 8:27 am